La lingua araba

La lingua araba, o meglio l’arabo standard, è parlata da più di 300 milioni di persone e ciò la rende la quarta lingua più parlata al mondo. È una delle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite dal 1973 ed è la lingua ufficiale in 22 stati del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, identificati appunto come “Mondo arabo” o “Lega Araba”, e sono:

Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Comore, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Giordania, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Mauritania, Oman, Stato di Palestina, Qatar, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia, Yemen.

 

L’arabo standard

Quando si parla di arabo standard si intende la “lingua franca” del mondo arabo. È l’evoluzione della lingua classica alle esigenze moderne, sia nella forma scritta sia nella forma orale. Insegnato nelle scuole arabe, trova la sua espressione orale nei media, nei discorsi ufficiali, nelle conferenze e nelle comunicazioni internazionali. Nella forma scritta è usato in letteratura, nei libri di testo, dalla stampa, nel web e nella burocrazia. Si può dire che l’arabo standard, essendo la lingua che unisce tutti i ventidue paesi della Lega Araba, contraddistingue l’identità culturale araba, al di là dell’appartenenza nazionale o religiosa.

I dialetti arabi

Ci sono molte varietà di arabo, chiamate generalmente “dialetti arabi”, che sono delle vere e proprie varianti nazionali e locali, spesso molto diverse tra loro, così diverse da essere quasi incomprensibili dagli arabi provenienti da paesi diversi. I dialetti vengono usati nelle comunicazione quotidiana e informale e variano non solo da un paese arabo all’altro ma anche da una regione all’altra all’interno dei singoli stati.
All’interno del mondo arabo, per esempio, i dialetti del Maghreb sono considerati molto distanti dall’arabo standard, e questo a causa dell’influenza del francese. Mentre il dialetto arabo egiziano e il dialetto arabo siriano sono i più conosciuti e comprensibili nel mondo arabo grazie all’influenza esercitata dall’editoria e dalla filmografia sviluppatesi in queste nazioni, dove peraltro avviene il doppiaggio di numerosi film in lingua araba.

“Per me è arabo!”

Ogni lingua rappresenta una visione del mondo e le sue espressioni e modi di dire ne sono lo specchio. L’espressione italiana:  “Per me è arabo” racchiude in sé quella che è la visione del lontano ed esotico mondo arabo agli occhi degli italiani. Tale modo di dire, infatti, viene usato quando non si è in grado di comprendere o decifrare un messaggio. In italiano non si dice come in inglese “It’s Greek to me“, si dice proprio “arabo” perché incarna quanto di più lontano c’è dalla cultura italiana. Ma in fondo, non è forse ciò che non conosciamo a incuriosirci e ad affascinarci di più?

Come tutte le lingue, l’arabo porta con sé una cultura e la sua è una cultura estremamente carica di senso nella quale religione, arte e tradizioni si intrecciano indissolubilmente. E poiché ogni parola racchiude un universo culturale, per comprendere la lingua araba non si può prescindere dalla cultura araba.

Alcune caratteristiche della lingua araba scritta

  • Il suo alfabeto è composto da 28 lettere, di cui solo tre sono vocali.
  • Si scrive e si impagina da destra a sinistra, quindi per leggere un testo si inizia dall’ultima pagina.
  • Non possiede maiuscole.
  • Non c’è differenza tra corsivo e stampatello.
  • Le parole non si spezzano mai alla fine della riga ma si stringono o si allargano per arrivare esattamente al margine.
  • Se le lettere si scrivono da destra a sinistra, i numeri invece da sinistra a destra.
  • La forma delle lettere varia leggermente secondo la loro posizione: all’inizio, nel mezzo o alla fine della parola.
  • La scrittura è stata molto usata come elemento decorativo nelle opere d’arte.

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